REGOLAMENTO D’ISTITUTO

matite_regolamento_istituto_240x61

REGOLAMENTO ISTITUTO 2013-2014

_______________________

 REGOLAMENTO ISTITUTO

2012 – 2013

 

PRINCIPI  FONDAMENTALI

Il presente  regolamento  è conforme ai principi e  alle norme dello “Statuto delle Studentesse  e  degli  Studenti” emanato con il D.P.R.  249/1998, del  Regolamento  dell’Autonomia delle Istituzioni  scolastiche, emanato con  il D.P.R. 275/1999, del  D.P.R. 10 ottobre  567/1996 e  sue modifiche  e  integrazioni.  E’ coerente e funzionale al  Piano dell’ Offerta  Formativa adottato dall’Istituto.

In particolare:

      Assicura l’uguaglianza di trattamento nell’erogazione del servizio scolastico, senza discriminazione alcuna per motivi riguardanti sesso, razza, etnia, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni psico-fisiche e socio-economiche;

      Favorisce l’accoglienza, l’inserimento, l’integrazione degli alunni con particolare riguardo alla fase d’ingresso, alla classe iniziale ed alle situazioni di rilevante necessità. La collaborazione con la scuola dell’infanzia non statale e con i servizi dell’ASL (soprattutto per l’handicap) garantiranno il miglio raggiungimento del suddetto obiettivo. Particolare impegno sarà pure prestato per la soluzione dei problemi relativi alla integrazione degli eventuali alunni comunitari ed extracomunitari;

      Promuove la collaborazione di tutte le componenti (alunni, genitori, Dirigente Scolastico, docente, non docente, enti locali, associazioni, servizi territoriali istituzionali e non) affinché la scuola sia sempre più centro di promozione culturale, sociale e civile. La gestione partecipata della scuola si svolge nell’ambito degli Organi Collegiali e delle procedure previste dalla vigente normativa;

      Consente, tramite apposite convenzioni con Enti Pubblici o Associazioni, l’utilizzo degli edifici e delle attrezzature (fuori dell’orario di servizio scolastico) per iniziative che hanno evidente valore educativo;

      Intende ispirare la propria attività al “patto formativo” che garantisce il processo di apprendimento, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica degli studenti, per migliorare la qualità, la trasparenza, la efficienza, l’efficacia, la flessibilità, la collegialità, la partecipazione attiva dell’organizzazione del lavoro;

      Organizza le modalità di aggiornamento di tutto il personale della scuola nella consapevolezza che esso costituisce al tempo stesso diritto e dovere;

      Incentra la propria attività sulla programmazione che deve garantire la formazione dell’alunno, facilitandole l’apprendimento e lo sviluppo armonico della personalità nel rispetto degli obiettivi formativi nazionali, generali e specifici, aperta al rinnovamento didattico-metodologico e ad iniziative di sperimentazione che tengano conto delle esigenze degli studenti, nel pieno rispetto della libertà d’insegnamento e  nell’ambito della legislazione vigente.

      Ogni componente si impegna ad osservare e a far osservare il presente regolamento, che è adottato dal Consiglio d’Istituto, ai sensi dell’Art. 10.3, comma a, del D. Lgs. 297/1994 ed ha pertanto carattere vincolante.

      Il presente Regolamento può essere modificato dal Consiglio d’Istituto, anche su proposta delle singole componenti scolastiche e degli Organi Collegiali, previa informazione e condivisione di tutta la comunità scolastica.

 

 

TITOLO I
Organi Collegiali

Art. 1 Disposizione generale sul funzionamento degli OO.CC.

La convocazione degli Organi Collegiali deve essere disposta dal Presidente dell’Organo con un congruo preavviso – di max. non inferiore ai 5 giorni – rispetto alla data fissata per la seduta.La convocazione deve essere effettuata con lettera diretta ai singoli membri dell’Organo Collegiale e/o mediante affissione all’Albo dell’Istituto di apposito avviso. Qualora l’Organo Collegiale preveda la partecipazione di più componenti l’avviso sarà affisso all’Albo Istituto per ciascuna componente.
In ogni caso l’affissione dell’avviso all’Albo dell’Istituto, per quelle componenti che vi abbiano sede (docenti, personale ATA) è adempimento sufficiente per la regolarità della convocazione dell’Organo Collegiale. La lettera e l’avviso di convocazione devono indicare, pena la nullità della stessa, la data, l’ora e gli argomenti all’Ordine del Giorno su cui l’Organo è chiamato a deliberare. Di ogni seduta degli OO.CC. viene redatto processo verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario da lui designato, steso su apposito registro a pagine numerate. Del registro dei verbali risponde il Presidente dell’Organo Collegiale.

      Tutti gli organi collegiali, pur nella diversità delle rispettive competenze loro attribuite dalla legge e dal presente regolamento, devono concorrere alla realizzazione dei fini indicati nel Progetto di Istituto e promuovere iniziative di collaborazione con gli altri organi collegiali.

      Le delibere degli organi collegiali, salvo non contengano una precisa data di scadenza, rimangono in vigore e producono effetti sino a quando non siano state modificate o sostituite da successive delibere (principio della prorogatio) o superate da norme di più alto livello.

      L’ordine del giorno non può essere modificato durante la seduta. Non è consentito discutere di argomenti non inseriti all’ordine del giorno. Prima che abbia inizio la discussione di un argomento all’ordine del giorno, ogni membro può presentare una mozione d’ordine modificativa della sequenza dei punti all’ordine del giorno non ancora discussi. Sull’accoglimento della mozione si pronuncia quindi l’organo collegiale con votazione palese.

      Per poter intervenire, è necessario prenotarsi presso il presidente. Nessuno può intervenire nel dibattito se prima non abbia chiesto ed ottenuto la parola dal presidente. La durata degli interventi non può, di norma, eccedere i 5 minuti. Tutti i membri dell’organo collegiale, avuta la parola dal presidente, hanno diritto ad intervenire sugli argomenti in discussione, secondo l’ordine di iscrizione, senza essere interrotti e per il tempo strettamente necessario.

      Presupposti della validità delle votazioni sono i due elementi così definiti: quorum “costitutivo” formato dalla maggioranza dei votanti presenti alla seduta (50% + 1); quorum “deliberativo” formato dalla maggioranza dei voti validamente espressi, esclusi pertanto gli astenuti. Nel caso di due proposte fra loro alternative viene accolta la delibera che riceve il maggior numero dei voti validamente espressi (escluse pertanto le astensioni). In caso di parità prevale il voto del presidente.

      Nel caso di votazione segreta, il quorum “costitutivo” cioè dei partecipanti iniziali alla seduta è raggiunto dalla metà + 1 dei votanti; per il quorum “deliberativo” è necessaria la maggioranza dei voti validamente espressi, non considerando i voti nulli e le schede bianche.

      Se le proposte contrapposte sono più di due, si procede ad una prima votazione in successione di ciascuna proposta solo per la determinazione dei voti favorevoli alla proposta stessa. Le due proposte che hanno ottenuto più voti passano al ballottaggio. Il ballottaggio consiste nel votare le due proposte singolarmente considerate. Viene approvata quella che ha ottenuto più voti favorevoli. Il presidente legge le proposte di delibera e le pone in votazione. Esauriti gli iscritti a parlare, il presidente dichiara chiusa la discussione e dà inizio alle dichiarazioni di voto.

      Ciascun membro dell’organo collegiale può esporre i motivi per i quali voterà a favore o contro, oppure si asterrà, per un tempo non superiore ai cinque minuti. Ogni dichiarazione di voto (favorevole, contrario, astenuto) può essere riportata nel verbale della seduta su richiesta esplicita del dichiarante.

      Una volta avviate le operazioni di voto, non è più possibile intervenire per nessun motivo e di conseguenza non sono consentiti commenti dopo la votazione.

      Il verbale della seduta è redatto da persona delegata dal presidente. La redazione dei verbali degli organi collegiali avrà carattere sintetico. Saranno riportate le proposte, i risultati delle votazioni e le delibere approvate. Il contenuto degli interventi sarà riportato integralmente solo nel caso in cui l’intervenuto chieda espressamente la messa a verbale di specifiche frasi. In tal caso il dichiarante ha la facoltà di produrre il testo della sua dichiarazione oppure di dettarlo direttamente al segretario. Il verbale indicherà l’effettiva durata della seduta e verrà letto e votato per approvazione nella seduta successiva. Osservazioni sul verbale vengono avanzate in sede di approvazione dello stesso.

 Art. 2  Programmazione delle attività degli OO.CC.

Ciascuno degli OO.CC. programma le proprie operazioni nel tempo in rapporto alle proprie competenze allo scopo di realizzare, nel limite del possibile, un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando a date, prestabilite in linea di massima, la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la necessità di adottare decisioni, proposte e/o pareri.

       Art. 3 Modalità di  convocazione del Collegio dei Docenti

Il Collegio dei Docenti è convocato secondo le modalità stabilite dall’art.2 del D. Leg.vo 297 del 16/4/94.

       Art. 4  Convocazione Consigli d’interclasse e programmazione e coordinamento delle attività.

Per la programmazione e il coordinamento delle attività del Collegio dei Docenti si applicano i disposti degli artt.2 e 3.

         Art. 5 Modalità di  convocazione del Consiglio di Istituto

La prima convocazione del Consiglio di Istituto, immediatamente successiva alla emanazione dei decreti di nomina da parte del D.S. ed attesi i termini per eventuali ricorsi avverso l’esito delle votazioni, è disposta dal D.S.

Art. 6 Elezione del Presidente e del Vice Presidente del Consiglio di Istituto

Nella prima seduta il Consiglio di Istituto è presieduto dal D,S, ed elegge, tra i rappresentanti dei Genitori, membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente.
L’elezione ha luogo a scrutinio segreto.Sono candidati tutti i genitori membri del Consiglio.
È considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, rapportata al numero dei componenti del Consiglio.Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano presenti alla seduta la metà più uno dei componenti in carica. A parità di voti è eletto il più anziano di età.Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un Vice Presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso, secondo le stesse modalità previste per le elezioni del Presidente. Il Consiglio d’Istituto elegge, nella prima seduta del suo insediamento, il  Presidente, il Vice-Presidente ela Giunta Esecutiva, che è l’organo che istruisce gli atti del Consiglio stesso.

 Art. 7 Convocazione del Consiglio di Istituto

Il consiglio di istituto è convocato dal Presidente del consiglio stesso.
Il Presidente è tenuto a disporre la convocazione su richiesta del Presidente della Giunta Esecutiva, ovvero della maggioranza del Consiglio stesso.

Art. 8 Convocazione dei Consigli di Classe, di Interclasse e di Intersezione

      Il Consiglio di Classe, di Interclasse, di Intersezione è convocato dal Dirigente Scolastico di propria iniziativa, in relazione alla programmazione di cui all’art. art.2, o su richiesta scritta e motivata della maggioranza dei suoi membri, escluso il Presidente.

      Programmazione e coordinamento delle attività dei Consigli di Classe, di Interclasse e di Intersezione.

      Le riunioni del Consiglio di Classe, di Interclasse e di Intersezione devono essere programmate secondo i criteri stabiliti dall’art.2 e coordinate con quelle di altri Organi Collegiali, di cui all’art.3.

     Art. 9 Relazione annuale

La relazione annuale del Consiglio di istituto al Provveditore agli Studi e al Consiglio Scolastico Provinciale, prevista dall’art. 10 del D.Leg.vo n. 297 del 16/4/1994, è predisposta all’inizio dell’anno scolastico successivo dalla Giunta Esecutiva ed è oggetto di discussione e di approvazione in apposita seduta del Consiglio. La relazione firmata dal Presidente del Consiglio di istituto e dal presidente della Giunta Esecutiva è inviata dal Preside al Provveditore agli Studi e al  Consiglio Scolastico  Provinciale.

 Art. 10 Pubblicità degli atti

La pubblicità degli atti del Consiglio di Istituto deve avvenire mediante affissione, in apposito Albo d’Istituto, della copia integrale – sottoscritta ed autenticata dal segretario del Consiglio – del testo delle deliberazioni adottate dal Consiglio stesso.L’affissione all’Albo avviene entro il termine massimo di 15 gg. Dalla relativa seduta del Consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo di 10 gg. I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati nella Segreteria dell’Istituto, Ufficio OO.CC. (Provveditorato) e – per lo stesso periodo – sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta. La copia della deliberazione da affiggere all’Albo è consegnata al D.S. dal Segretario del Consiglio; il Dirigente Scolastico ne predispone l’affissione immediata ed attesta in calce ad essa la data di affissione.
Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti le singole persone, salvo contraria esplicita richiesta dell’interessato.

Art. 11Convocazione del Comitato di valutazione dei Docenti

Il Comitato di valutazione dei docenti è convocato dal D.S:
a) in periodi programmati, ai sensi del precedente art.2, per la valutazione del servizio, richiesta dai singoli docenti ai sensi dell’art. D. Leg.vo 297 del 16/4/94;
b) alla conclusione dell’anno prescritto, agli effetti della valutazione del periodo di prova dei docenti;
c) ogni qualvolta se ne presenti la necessità.

Art. 12 Assemblee e Comitato dei Genitori

I genitori degli alunni dell’Istituto hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali scolastici. Per il proprio funzionamento l’assemblea deve darsi un regolamento che viene inviato in visione al Consiglio di Istituto.
Alle Assemblee dei genitori, di Classe o di Istituto, possono partecipare con diritto di parola il D.S. e i docenti rispettivamente della classe e di Istituto.
Qualora le assemblee si svolgano nei locali dell’Istituto la data e l’orario di volgimento di ciascuna di esse devono essere concordati di volta in volta con il D.S.La materia della convocazione è regolata dal T.U. di cui al D. Leg.vo n. 297 16/4).I rappresentanti dei genitori nei Consigli di Classe possono chiedere la convocazione dell’Assemblea di Istituto.

TITOLO II

Funzionamento dell’Istituto e delle strutture speciali

Art. 1 Iscrizioni

      L’iscrizione è gratuita. All’atto dell’iscrizione è richiesto il versamento della quota dell’assicurazione contro gli incidenti e la responsabilità civile (cifra fissata dal C. di I. periodicamente), che le famiglie verseranno alla scuola. Le medesime verranno informate, ad inizio anno, mediante affissione all’Albo, del tipo di copertura e di eventuali quote aggiuntive relative agli strumenti scolastici riconosciuti dal C. di I.Eventuali scelte di tempo scuola saranno effettuate sul modulo di iscrizione

Art. 2 Formazione classi

      La formazione classi è di competenza del Capo di Istituto, che può avvalersi di organi competenti atti a fissare i criteri generali. Alla formazione delle classi prime della scuola Primaria si provvederà dopo un periodo di una settimana di osservazione (prima settimana di lezione), tenendo conto delle indicazioni degli insegnanti della scuola dell’Infanzia, al fine di costituire classi omogenee fra loro. Non è consentito alla famiglie scegliere la sezione.
Per la formazione delle classi prime della scuola Secondaria di 1° Grado, non essendoci più il vincolo sulla scelta del tempo scuola, si terrà conto delle fasce di livello e delle competenze raggiunte dagli allievi, al fine di costituire classi omogenee fra loro. Non è consentito alle famiglie scegliere la sezione.

      E’ fatta salva l’autonomia del dirigente scolastico nella valutazione di situazioni particolari, anche a seguito di richieste motivate o documentate dalle famiglie; queste ultime, esclusa l’assegnazione ad un determinato corso, saranno soddisfatte nei limiti del possibile, purchè non ostacolino la costituzione di classi prime equieterogenee.

      Per l’assegnazione alle classi degli alunni in situazione di handicap, il dirigente scolastico prende contatto con gli specialisti che li hanno in cura, con i genitori e con il gruppo di insegnanti interessati della scuola di provenienza e di destinazione.

      Il dirigente scolastico prende contatto con il Consiglio di Classe della SSDPG e con gli insegnanti della SP per quanto riguarda l’inserimento degli alunni stranieri, di quelli che presentano situazioni di disagio, difficoltà, svantaggio e dei ripetenti.

      Per le classi successive alla prima sono adottati i seguenti criteri:

      Formare classi equilibrate nel numero, nel rapporto maschi – femmine e per fasce di livello; inserire i ragazzi che ripetono una classe possibilmente nello stesso corso (salvo motivate richieste diverse), cercando tuttavia di evitare la concentrazione di più ripetenti nella stessa classe; evitare, se possibile, che gli insegnanti abbiano come alunni dei parenti; inserire gli alunni stranieri di recente immigrazione nella classe precedente a quella di appartenenza in base all’età perla SPe nella classe corrispondente all’età anagrafica perla SSDPG, tenendo conto del numero di alunni per classe, salvo diversa valutazione del team docente.I criteri riportati nei commi precedenti del presente articolo valgono anche nel caso di sdoppiamenti di classe dopo il primo anno di corso.

Art. 3 Funzionamento della biblioteca, dei gabinetti scientifici, dei laboratori e della palestra    conservazione delle strutture e delle donazioni

      Viene assicurato l’accesso alla biblioteca da parte dei docenti, degli studenti, dei genitori. Il funzionamento delle aule speciali ( gabinetti scientifici, laboratori…) avviene in modo da facilitarne l’uso da parte degli alunni per studi e ricerche con la presenza del docente. Il dirigente, su designazione del Collegio dei Docenti, affida a insegnanti le funzioni di responsabile della biblioteca, dei gabinetti scientifici e dei laboratori con il compito di assicurare il buon uso, il funzionamento e la conservazione di tutto il materiale didattico. Il funzionamento della palestra avviene in modo da assicurarne la disponibilità, con rotazione oraria, a tutte le classi della scuola e nei casi di necessità, ad altre scuole vicine.

     TITOLO III

            Gli studenti e norme disciplinari

Art. 1 Vita della comunità scolastica

      La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue manifestazioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità di ruoli, opera per garantire la formazione del cittadino, la realizzazione del suo diritto allo studio, lo sviluppo delle sue potenzialità e il recupero delle situazioni di svantaggio,in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia.

      La scuola è altresì luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze  e delle abilità e lo  sviluppo della coscienza critica. Si richiama, comunque, per quanto concerne le iniziative di  carattere educativo e pedagogico, alla  programmazione stilata dagli organi   collegiali nel POF, che attesta le strategie e le  metodologie adottate nel   conseguimento   degli obiettivi educativi dei vari gradi scolastici.

      La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui fa parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-allievo, contribuisce allo sviluppo della personalità dei ragazzi attraverso l’educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione          di sé, anche in vista delle scelte future.

      La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.

Art. 2 Diritti e Doveri

      Gli studenti hanno i diritti e i doveri stabiliti dagli artt. 2 e 3 del        DPR 249 del 24 giugno 1998.

      Gli scolari hanno diritto, nell’ambito del rispettivo ciclo scolastico:

      a una positiva accoglienza mirata alla creazione di un ambiente di lavoro sereno e motivante, dove ognuno possa esprimere le proprie potenzialità, personali e sociali, e senta di “stare bene a scuola”

      ad una formazione culturale e professionale qualificata, che rispetti e valorizzi, anche attraverso l’orientamento, l’identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell’apprendimento e valorizza le potenzialità degli allievi e le diversità culturali.

      alla riservatezza. La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti.

      ad essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola.

      alla partecipazione attiva e responsabile, assieme alle loro famiglie, alla vita della programmazione e dei criteri di valutazione.

      ad esprimere il proprio parere, o quello dei genitori, ogni qualvolta sarà ritenuto necessario operare scelte o prendere decisioni di rilevante importanza per quando l’organizzazione scolastica.

      al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola cercherà di promuovere iniziative volte all’accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.

      La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:

      un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità;

      offerte formative nell’ottica della continuità, aggiuntive ed integrative;

      iniziative concrete per il recupero di situazioni di svantaggio, nonché per la prevenzione ed il recupero della dispersione scolastica;

      la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che devono essere adeguati a tutti gli allievi, anche quelli portatori di handicap;

      la disponibilità di un’adeguata strumentazione ludico-didattica-tecnologica;

      servizi a sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica.

Gli alunni sono tenuti

        a mantenere un comportamento corretto nei confronti dei compagni e del personale della scuola, a presentarsi a scuola puntualmente, provvisto dell’occorrente per l’attività didattica e pulito nella persona, a rispettare strutture, arredi e materiali di pubblica proprietà ed uso collettivo, contribuendo anche a mantenere gli spazi comuni ordinati e puliti.

        Ad introdurre nell’Istituto materiali non compatibili con lo svolgimento delle lezioni, in particolare oggetti potenzialmente pericolosi o nocivi.

        a spegnere i loro telefoni cellulari all’ingresso dell’ambiente scolastico. Infatti,  in orario scolastico, sia negli spazi interni che in quelli esterni dell’edificio, sia durante le lezioni che durante l’intervallo, è fatto divieto di usare telefoni cellulari.

        A spostarsi all’interno dell’Istituto in silenzio, ordinatamente, accompagnate da un docente o da un bidello. Sulle scale deve essere sempre consentito il transito nei due sensi. I materiali didattici, palloni compresi, vanno utilizzati solo durante le lezioni. Gli alunni sono invitati a non lasciare incustoditi denaro o oggetti di valore.

        a portare sempre con sé il materiale scolastico(libri, quaderni, materiale da disegno ecc…);

        in caso di assenza informarsi in modo opportuno delle attività svolte in classe e dei compiti assegnati;

        a non disturbare durante le lezioni  o le attività, seguire con attenzione, partecipare in modo pertinente,  attivo e costruttivo ed eseguire i compiti assegnati.

        Ad osservare le misure di sicurezza.

L’inosservanza di tali doveri comporterà l’applicazione di sanzioni disciplinari

 

MANCANZE DISCIPLINARI

 

 

SANZIONI

ORGANI

COMPETENTI A IRROGARLE

a)      non vengono eseguiti i compiti assegnati o vengono dimenticati a casa;

_______________

b)      non viene portato il materiale necessario alle lezioni;

c)      ritardi e/o assenze ripetute  ed ingiustificate

 ________________

d)      danneggiamento di strutture e/o sussidi

 

 ________________

 

e)      mancanza di mantenimento della pulizia dei locali

 

 

 

 

 

 

 ________________

 
f)        disturbo delle lezioni e delle altre attività didattiche

g)      mancanza di rispetto nei confronti dei compagni o del personale della scuola

 ________________

h)       episodi di bullismo e/o comportamenti violenti

i)         utilizzo del cellulare nei locali scolastici

 

 

 

 

 

 

 

 

 1. richiamo verbale2. comunicazione alla famiglia

 ________________

3. comunicazione alla famiglia attraverso lettera

4. convocazione dei genitori

 

 ________________

1. scuse formali

2. convocazione dalla D.S.

 ________________


3. comunicazione alla famiglia e richiesta di riparazione del danno anche, quando possibile, con attività a favore della comunità scolastica (*)

(Pulizia dei locali della scuola e piccole manutenzioni, riordino di cataloghi e di archivi presenti nella scuola, produzione di elaborati che  inducano a uno sforzo  di riflessione e di rielaborazione. Critica di episodi verificatisi nella scuola) ecc.

 

3/A Allontanamento dalla comunità scolastica inferiore a 15 gg e

 ________________

3/B Allontanamento dalla comunità scolastica oltre 15 gg.

 

 

 ________________

 1.       Scuse formali

2.       richiamo verbale

3.       convocazione della D.S.

4.       comunicazione alla famiglia

5.       convocazione dei genitori

6.       esclusione da gite, viaggi di istruzione,attività extracurriculari (patentino ecc.)

7.       ulteriori gravi sanzioni disciplinari (sospensione, ecc.)

 

8.       sequestro del cellulare che viene depositato in segreteria. (da restituire  ad un genitore)

 

Docente che rileva la mancanza

 ____________

Consiglio di Classe

 

 ________________

 

Docente che rileva la mancanza

 ________________

 

 

Consiglio di Classe

 

 

 

 

  

 

 

 ________________

  

Consiglio d’Istituto

 

  ________________

 Docente che rileva la mancanza

 

 Consiglio di Classe

 

 ________________

Consiglio di Classe

 necessariamente presieduto dal Dirigente Scolastico

 

 

 

 

 Docente che rileva la mancanza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(*) Qualora non venga individuato il responsabile di un danno, l’eventuale risarcimento totale o parziale potrà essere ripartito tra l’intero gruppo e/o classe interessato, previa attenta valutazione  del Consiglio d’Istituto e quale fondamentale momento di collaborazione  scuola-famiglia, impegnate entrambe da un patto  educativo che mira alla progressiva responsabilizzazione dei soggetti in crescita. Nel caso di danneggiamento di locali e o suppellettili delle aule è addebitato al responsabile o all’intera classe se non individuato. I danni nei corridoi o nei servizi sono addebitati, in caso di  mancata individuazione del responsabile, a tutte le classi del piano

 

Art. 3 INFRAZIONI DISCIPLINARI

 

      Infrazioni disciplinari non gravi, facilmente accertabili

      elevato numero di assenze

      assenze ingiustificate

      assenze “strategiche”

      ritardi al rientro o al cambio dell’ora

      interventi inopportuni durante la lezione

      non rispetto del materiale altrui

      atti o parole che consapevolmente tendono a emarginare altri alunni

      violazioni involontarie dei regolamenti di laboratorio o degli spazi attrezzati

      utilizzo di cellulari durante le lezioni e durante la ricreazione

      utilizzo di apparecchi radio

      mancanza di mantenimento della pulizia dei locali

      danneggiamento involontario delle attrezzature

      utilizzo di cellulari durante le lezioni

      uso di abbigliamento non consono all’ambiente scolastico

      infrazione all’obbligo di avere il tesserino di viaggio o per le attività extrascolastiche

 

Il dirigente scolastico, in merito a questo tipo di infrazioni, con il docente coordinatore, sulla base delle segnalazioni ricevute, comunica direttamente alla famiglia.

Per quanto riguarda l’utilizzo di telefoni cellulari, l’apparecchio sarà dato in consegna dall’insegnante che rileva l’infrazione e depositato presso la segreteria. L’insegnante stesso provvederà ad avvertire tempestivamente la famiglia, tramite comunicazione sul libretto personale, e il telefono sarà restituito dal DS o da un suo delegato ad uno dei genitori.

Infrazioni sanzionabili pecuniariamente

       incisione e scritte su muri, banchi, porte e pannelli

      danneggiamenti di strutture o attrezzature dovute a incuria o trascuratezza

In merito a questo tipo di infrazioni la comunicazione alla famiglia è spedita per conoscenza al comune proprietario dell’edificio; nel caso in cui non fosse possibile individuare il/i responsabile/i, il dirigente scolastico, sentiti i docenti, adotta iniziative di tipo educativo per motivare e far riflettere gli alunni della classe interessata.

Ogni danneggiamento di banchi e/o suppellettili dell’aula è addebitato al responsabile o all’intera classe se non individuato;

Danni nei corridoi e nei servizi sono addebitati, in caso di mancata individuazione del responsabile, a tutte le classi del piano;

E’ fatto divieto l’utilizzo di mms, di registrazioni audio e video, di fotografie digitali all’interno dei locali della scuola. Tali comportamenti, connessi ad un trattamento improprio di dati personali acquisiti mediante telefonini cellulari o altri dispositivi saranno sanzionati con opportuno rigore e severità, stabiliti dalle normative ministeriali (multe).

Infrazioni gravi

         lancio di oggetti

        furto

        falsificazione della firma dei responsabili scolastici

        offese a compagni, al personale dirigente, docente e non docente

        violazione intenzionale delle norme di sicurezza e dei regolamenti degli spazi      attrezzati

        introduzione nella scuola di sostanze pericolose (petardi, alcolici, stupefacenti, ecc.)

        danneggiamento volontario di attrezzature e strutture (vetri, pannelli, strumenti di laboratorio, attrezzi e suppellettili nelle palestre, ecc.)

        ricorso alla violenza

        mancata consegna del telefono cellulare, in caso di accertata infrazione

        mancata consegna del libretto personale dietro sollecitazione di un docente

        infrazioni non gravi che si ripetono dopo sanzioni già applicate.

Il dirigente scolastico, in merito a questo tipo di infrazione, convoca il Consiglio di Interclasse o di Classe per soli docenti che stabilisce l’eventuale allontanamento dell’alunno dalla comunità scolastica fino ad un massimo di n. 15 giorni. Prima dell’irrogazione della sanzione il dirigente scolastico provvederà a convocare la famiglia dell’alunno per esporre preventivamente le ragioni dell’addebito. Nel merito di provvedimenti nei confronti degli alunni si richiamano in ogni caso, se ed in quanto compatibili con le disposizioni vigenti, le norme di cui all’art. 328 del D.Ls. 297/1994 e dello Statuto delle studentesse e degli studenti di cui al D.P.R. 249/1998.

TITOLO IV

 

GLI STUDENTI E NORME DI VITA SCOLASTICA

Art. 1: ORARIO

L’orario delle lezioni deve essere ispirato ai criteri didattico – educativi e alle esigenze degli alunni. L’ingresso a scuola degli studenti è regolato di anno in anno dal collegio dei Docenti nella sua prima seduta. L’ingresso è consentito sino a cinque minuti dopo l’inizio delle regolari lezioni. I ritardatari saranno ammessi con l’obbligo di giustificare il ritardo per iscritto da uno dei genitori utilizzando il cartoncino delle giustificazioni. Il quinto ritardo deve essere giustificato direttamente dal Dirigente scolastico.
Gli alunni di scuola dell’Infanzia devono essere accompagnati nelle aule dai genitori.

Art.2 RITARDI E USCITE ANTICIPATE

Gli alunni con ritardo saranno comunque ammessi in classe con la giustificazione del genitore, oppure mediante una nota di ammissione del dirigente scolastico o di un suo delegato. Per ritardi prevedibili e dovuti a motivi accertati, viene richiesta la giustificazione scritta preventiva da parte dei genitori.

I ritardi abituali e ingiustificati sono comunicati alla famiglia.

 

Art. 3 CAMBI D’ORA E ACCESSO AI SERVIZI IGIENICI

Il cambio dell’ora deve compiersi nel minor tempo possibile e pertanto i docenti sono tenuti al massimo rispetto dell’orario delle lezioni.

In caso di assenza forzata, il docente è tenuto ad affidare la classe ad un collega, oppure a un componente del personale ausiliario o amministrativo.

Durante il cambio dell’ora gli alunni devono evitare di uscire dalla classe e di intrattenersi nei corridoi e nei bagni; in caso di necessità, potranno avvisare un docente o un ausiliario e richiedere il permesso.

Nelle prima ora di lezione non è permesso uscire dall’aula se non per necessità urgenti.

I docenti sono espressamente tenuti a far rispettare le disposizioni del presente articolo e far uscire dall’aula non più di un alunno per volta.

Art. 4 PAUSA INTERVALLO

L’intervallo per  la ricreazione non deve superare la durata complessiva di  15 minuti, allo scadere dei quali gli alunni dovranno trovarsi in aula per il proseguimento della lezione.Durante la ricreazione della SP e della SSDPG deve essere garantita la sorveglianza da parte dei docenti che risultano titolari della lezione e da quelli eventualmente compresenti in base all’orario settimanale delle lezioni approvato dal dirigente scolastico.

Gli allievi devono mantenere un comportamento rispettoso e prudente: non è consentito salire o scendere dai piani, entrare in altre classi, correre o fare giochi pericolosi, uscire senza permesso dalla scuola. La vigilanza è un dovere di tutti, in particolare del docente dislocato su classe o sezione. Il personale A.T.A. è tenuto, per profilo professionale, alla vigilanza degli allievi, durante gli intervalli o i brevi periodi di assenza dei docenti dalle classi e sezioni relative.

Art. 5 MENSA  SCOLASTICA

Agli allievi che frequentano la mensa scolastica e ai loro genitori si ricorda che il momento della refezione e quello successivo della ricreazione fanno parte dell’attività scolastica e sono occasione di verifica degli obiettivi educativi di Istituto e del progetto “Educazione alla salute”. Le famiglie che intendono fruire del servizio mensa devono segnalarlo nell’apposito modulo di iscrizione. Gli allievi che fruiscono della mensa devono essere accompagnati dagli insegnanti incaricati. In ottemperanza a quanto stabilito dal Comune si costituirà una commissione Mensa, per i dovuti controlli.I docenti incaricati vigileranno durante la fruizione dei pasti affinché si rispettino i principi e gli obiettivi definiti nel progetto “Educazione alla salute”. Al termine del pasto gli allievi potranno usufruire degli spazi scolastici per svolgere una tranquilla ricreazione, purché ogni svago e gioco avvenga nel rispetto delle persone e delle attrezzature in dotazione. Per il tempo della scuola primaria il momento della mensa è parte integrante dell’orario scolastico.

Art. 6 USCITA DALLA SCUOLA DEGLI STUDENTI

La fine delle lezioni è regolata di anno in anno dal Collegio nella sua prima seduta. Le classi si avvieranno ordinatamente verso l’uscita, accompagnate dal docente dell’ultima ora. Qualora le uscite non siano conformi al regolamento il D.S. potrà intervenire per far rispettare lo stesso. Ad es. per evitare la calca due classi per volta.L’uscita anticipata, in numero di tre mensili max., sarà consentita solo per gravi motivi documentabili e i genitori sono tenuti ad avvisare preventivamente gli insegnanti, tranne i casi di assoluta urgenza.
In tutti i casi gli allievi dovranno essere prelevati da un genitore o da un maggiorenne delegato dalla famiglia.

L’uscita per fine lezioni avviene sotto la vigilanza dei docenti che accompagnano gli alunni fino al confine delle pertinenze scolastiche con l’assistenza del personale ausiliario, ove presente.

Per le uscite anticipate rispetto al normale orario delle lezioni degli alunni della SP è necessaria preventivamente, da parte dei genitori, una richiesta scritta contenente l’indicazione della persona maggiorenne cui l’alunno è affidato, ovvero una dichiarazione liberatoria nei confronti della scuola.

Il docente riporta sul registro di classe l’uscita dello studente, anche nel caso in cui questi si assenti senza documentazione scritta (es. per malore improvviso e conseguente affidamento ad un genitore).

Art 7 ASSENZE DEGLI STUDENTI

Le assenze degli allievi saranno giustificate dal genitore e vistate dal docente della prima ora. Particolari anomalie nelle assenze saranno comunicate ai genitori e le eventuali sanzioni per gravi scorrettezze saranno stabilite dal Regolamento di Disciplina. Le assenze saranno sempre giustificate facendo uso dell’apposito documento entro i due giorni successivi. In caso di assenza gli alunni e le famiglie sono tenuti ad informarsi sulle lezioni, sui compiti assegnati e sugli avvisi dettati sul diario.

      Le assenze superiori ai 5 giorni devono essere giustificate con certificato medico, che attesti che l’allievo non è portatore di patologie soggette a denuncia obbligatoria ai sensi del DM 28/11/86 e che comunque è in grado di riprendere l’attività scolastica.

      Dopo 30 giorni di assenze ingiustificate dalla Scuola dell’Infanzia il bambino verrà automaticamente depennato e sostituito con il primo in lista di attesa.

      Si fa altresì notare che la quinta assenza deve essere giustificata personalmente da un genitore.

      L’insegnante della prima ora firmerà la giustificazione e ne farà nota sul registro di classe.

      I docenti sono tenuti a segnalare al capo di istituto eventuali irregolarità nella giustificazione ed eccessi di assenze.

      Le assenze di un alunno in viaggio con la famiglia vanno sempre giustificate ed autorizzate dal dirigente scolastico. Sarà cura dei genitori o del responsabile dell’obbligo scolastico chiedere ai docenti il materiale relativo alle attività che si svolgeranno durante il periodo di assenza.

      Le assenze degli alunni in situazione H vanno tempestivamente segnalate alla segreteria per l’eventuale utilizzo dei docenti di sostegno in ore di sostituzione.

 Art. 8 USO DELLE STRUTTURE

Compatibilmente con le esigenze di organizzazione, le attrezzature ed il materiale didattico sono accessibili a tutte le componenti della scuola. Al fine di preservare la funzionalità delle attrezzature gli insegnanti sono tenuti alla massima vigilanza e all’adozione di criteri educativi tali da garantire la corretta fruizione delle attrezzature e la tempestiva individuazione di eventuali danni e dei responsabili. Premettendo che gli allievi riserveranno ai locali e alle suppellettili scolastiche lo stesso trattamento riservato alla propria abitazione o alle cose di loro proprietà, si sancisce quanto segue. Ciascun allievo risponderà personalmente del proprio posto di lavoro, sia esso banco, tavolo da disegno, computer, arredi, postazione di laboratorio linguistico, assegnato durante le lezioni e le attività didattiche. Qualora non sia possibile determinare la responsabilità personale di un danneggiamento, questo verrà attribuito alla responsabilità in solido di chi occupava la postazione danneggiata o dell’intera classe a seconda dei casi.Ogni insegnante accertato il danno arrecato compilerà un apposito modulo da consegnare al Responsabile Disciplinare, il quale provvederà tramite Organi esterni all’eventuale rimborso dello stesso. L’Istituto si rivarrà dei danni accertati seguendo le procedure giuridiche e amministrative del caso. Tutti i danni rilevati e non strettamente riconducibili alle attività scolastiche vanno altresì addebitate al responsabile.

Art. 9 COLLABORAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA

Le famiglie sono chiamate ad una costante e vigile collaborazione con la scuola. I colloqui personali con il Capo di Istituto e con gli insegnanti, la partecipazione alle assemblee di classe, la collaborazione con i Rappresentanti della componente genitori dei Consigli di classe e di Istituto sono tutti mezzi efficaci per migliorare l’importante azione formativa che la scuola si impegna a conseguire. Sul diario il genitore è tenuto a depositare la firma e a segnalare la propria reperibilità. Nel caso di smarrimento sarà cura della famiglia segnalarlo tempestivamente alla scuola. Le famiglie saranno avvertite, nei modi e nei tempi stabiliti dal Collegio dei Docenti, in caso di profitto insufficiente o di comportamento disdicevole, nonché di casi di reiterati ritardi e assenze. Nel caso in cui la famiglia non sia altrettanto tempestiva nel rispondere alle comunicazioni scolastiche sarà richiamata legalmente tramite cartolina scritta o lettera raccomandata.

Art. 10 ATTIVITÀ PARASCOLASTICHE ED EXTRASCOLASTICHE

Sono extrascolastiche tutte le attività che:

 a)    si svolgono all’esterno dell’edificio scolastico;

b)    si svolgono, anche parzialmente, fuori del normale orario scolastico delle lezioni approvato dal dirigente scolastico e impegnano (ma non necessariamente) il bilancio d’Istituto.

c)     La scuola organizza attività extrascolastiche funzionali ad obiettivi cognitivi, culturali e didattici, sollecitando altri soggetti ad occuparsi di quelle più strettamente finalizzate alla socializzazione ed al divertimento; pertanto, le iniziative progettate ed adottate dall’Istituto devono essere espressamente funzionali al controllo d’ipotesi di lavoro elaborate all’interno del normale curricolo scolastico.

I docenti possono programmare, in ordine di complessità, le seguenti attività extrascolastiche:

       escursioni brevi a piedi in orario scolastico, con riferimento all’orario delle classi (es. biblioteca, municipio, caserma VVFF, siti artigianali locali, controllo fenomeni naturali)

      visite guidate con mezzi a noleggio o di linea in orario scolastico con riferimento all’orario delle classi; è tollerato uno scostamento di 15 minuti rispetto al normale orario scolastico delle classi, sia in andata, sia in ritorno.

      giornate ecologiche (es. Festa degli Alberi), anche oltre l’orario scolastico

      viaggi di istruzione che, includendo o non includendo pernottamenti, con mezzi a noleggio o di linea, vanno oltre il normale orario scolastico, con riferimento all’orario delle classi;

      scambi scolastici con l’estero, da una a quattro settimane

      In ogni anno scolastico sono consentiti una visita guidata e un viaggio di istruzione per ogni classe.

      Per le visite guidate ed i viaggi di istruzione degli alunni della SSDPG i docenti proponenti ed accompagnatori faranno redigere agli alunni una scheda riportante i tratti essenziali dell’uscita, secondo modalità elaborate dai singoli consigli di classe.

      Ad esclusione delle classi terze SSDPG, non sono consentiti viaggi di istruzione con pernottamento, salvo progetti specifici (ad esempio a carattere europeistico). In ogni caso, è responsabilità dei docenti la scelta d’itinerari che, per le loro caratteristiche, consentano di seguire gli alunni in ogni momento dell’attività con la garanzia della massima sicurezza.

      Di norma il punto di raccolta e arrivo è fissato presso l’edificio scolastico. I docenti, tramite una nota organizzativa, comunicano ai genitori in merito alla necessità di consegnare e ritirare gli alunni nelle località prestabilite.

      Tutte le attività extrascolastiche possono svolgersi entro la data del termine dell’anno scolastico. Esse sono, di norma, programmate ad inizio d’anno scolastico ed inserite espressamente, con le necessarie motivazioni, nella programmazione educativa.

      Le proposte dei docenti e dei genitori sono sottoposte al parere del consiglio di classe e di interclasse con genitori entro la fine di novembre di ogni anno.

      Per tutte le attività extrascolastiche, ad eccezione delle escursioni brevi e delle giornate ecologiche, i docenti formalizzano, entro la prima settimana di dicembre di ogni anno, la relativa proposta compilando l’apposito modulo di richiesta contenente le finalità e gli obiettivi didattici, nonché la descrizione degli aspetti organizzativi (data, orario, partecipanti, accompagnatori, ecc.).

      Tutte le richieste sono inserite in un piano complessivo da sottoporre al parere vincolante, dal punto di vista culturale e pedagogico/didattico, del Collegio Docenti.

      Il dirigente scolastico esamina le proposte dal punto di vista amministrativo, valutandone la compatibilità con la normativa. Se del caso, egli opera le necessarie imputazioni di bilancio e procede alla scelta delle ditte trasportatrici o delle agenzie, previa indagine di mercato.

      Il dirigente scolastico può autorizzare attività extrascolastiche nell’arco di una sola giornata, inserite nella programmazione educativa di plesso, proposte dai consigli di classe e interclasse, che, per particolari e comprovate necessità ambientali e giustificate motivazioni, si svolgono nei primi mesi dell’anno scolastico.

      In relazione ad avvenimenti culturali non previsti e di peculiare importanza, meritevoli d’inserimento nella programmazione educativa e nella programmazione bimestrale, il dirigente scolastico autorizza, allo stesso modo, anche iniziative non comprese nel piano originario, anche in deroga a quanto previsto nel comma 4 del presente articolo.

      Il costo delle iniziative è sostenuto da quote alunni, con eventuali contributi di enti o privati. In casi particolari, su segnalazione riservata degli insegnanti di classe, è possibile intervenire anche in misura totale con fondi di bilancio, previa determinazione del dirigente scolastico.

      Sarà cura dei docenti proporre attività contenute dal punto di vista dei costi per le famiglie.

      Le quote alunni per la partecipazione alle attività dovranno essere raccolte e versate sul conto corrente bancario dell’Istituto, con modalità che saranno comunicate al momento del rilascio dell’autorizzazione.

      Le settimane formative, quelle linguistiche ed i gemellaggi sono determinati con decisione specifica del Consiglio di Istituto.

      Alle attività programmate partecipano tutti gli alunni delle classi coinvolte; per le settimane formative è necessaria una partecipazione non inferiore ai due terzi degli alunni della classe. Se, per motivi giustificati, un alunno non può partecipare, è tenuto a frequentare le lezioni e sarà inserito in una classe contigua o parallela.

      Tutti gli alunni devono essere muniti di documento di riconoscimento individuale portato in maniera visibile.

      Per eventuali viaggi all’estero gli alunni devono essere in regola con il documento per l’espatrio, denominato CERTIFICATO ANAGRAFICO DI NASCITA VALIDO PER L’ESPATRIO da richiedere presso il comune di residenza con visto della Questura. Ogni alunno deve inoltre essere dotato del modello per l’assistenza sanitaria all’estero rilasciato dall’APSS su richiesta dei genitori.

      I docenti accompagnatori sono, prioritariamente, quelli operanti nelle classi in misura di un docente ogni 15 alunni,garantendo in ogni caso la presenza di un minimo di due accompagnatori per ogni uscita.

      In caso di gruppi con la presenza di alunni H, il dirigente scolastico valuta, sentiti i docenti interessati, la necessità di accompagnamento specifico.

      Per particolari motivi educativi e didattici valutati dal dirigente scolastico possono partecipare anche genitori degli alunni, previa dichiarazione liberatoria scritta nei confronti della scuola per quanto riguarda la responsabilità civile verso terzi e l’assicurazione contro gli infortuni.

      Le escursioni brevi s’intendono autorizzate, previa loro legittimazione e motivazione nella programmazione del consiglio di classe o interclasse nella programmazione bimestrale degli insegnanti interessati, che ne sono in ogni caso responsabili a tutti gli effetti. Va acquisita agli atti della scuola una dichiarazione una tantum di assenso da parte dei genitori. Il docente organizzatore deve dare comunicazione scritta alla segreteria in merito alla destinazione ed alla durata dell’iniziativa.

      Le visite guidate ed i viaggi di istruzione osservano la seguente procedura: entro e non oltre la prima settimana di dicembre di ciascun anno, gli insegnanti interessati dovranno trasmettere alla segreteria la documentazione sotto elencata:

      richiesta su modulo specifico

      elenco nominativo degli alunni partecipanti, distinti per classe

      dichiarazioni dei genitori eventualmente partecipanti all’attività

      La dichiarazione d’assenso specifica delle famiglie, va consegnata con congruo anticipo rispetto alla data di effettuazione dell’attività

      Il dirigente scolastico verifica la regolarità della documentazione presentata dai docenti e dai fornitori dei servizi ed autorizza le singole iniziative.

      Il programma descritto nel modulo di richiesta ed autorizzato dal dirigente scolastico quanto a orari, percorso, fermate, meta e mezzi è vincolante per tutti i partecipanti all’attività.

      Per eventuali viaggi all’estero la documentazione dovrà essere trasmessa con un anticipo di 45 giorni ed integrata secondo disposizioni specifiche del dirigente scolastico.

      Per motivi di sicurezza, durante le attività di cui al presente articolo gli accompagnatori dovranno disporre di cassetta antinfortunistica.

 TITOLO V

I DOCENTI: INDICAZIONI PER UN ORDINATO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITÀ SCOLASTICHE

Art. 1 Residenza dei docenti

Ciascun docente è tenuto ad osservare il proprio orario di servizio e non può invocare la circostanza di essere residente altrove come attenuante per eventuali reiterati ritardi o provocate certificate disfunzioni di servizio.
In ogni caso l’Amministrazione sarà sollevata da ogni responsabilità per incidenti in itinere, per i quali i docenti saranno coperti da idonea polizza assicurativa da stipularsi anche ai fini di eventuali azioni di accompagnamento per attività parascolastiche o extrascolastiche, legittimamente inserite nei piani annuali delle attività di ogni plesso o degli OO. CC.

Art. 2 Norme di servizio

Ogni docente in servizio alla prima ora sarà presente almeno cinque minuti prima dell’inizio dell’ora per consentire il puntuale avvio delle lezioni: tale comportamento costituisce obbligo di servizio ai sensi del vigente CCNL e la eventuale inosservanza ha rilevanza disciplinare.
Il docente a disposizione volontaria o per obbligo di servizio alla prima ora sarà presente nell’Istituto al fine di consentire la sollecita sostituzione dei colleghi assenti.
Per tutta la durata dell’ora di ricevimento delle famiglie, il docente è tenuto ad essere nell’Istituto nello spazio appositamente destinato; non è consentita alcuna forma di reperibilità costituendo l’ora di ricevimento delle famiglie obbligo di servizio.

Art. 3 Vigilanza degli allievi

Ogni docente tenuto al servizio all’inizio della prima ora accoglierà gli allievi all’arrivo in classe o all’ingresso (secondo le disposizioni vigenti nei vari gradi).
Il docente della prima ora giustificherà le assenze degli allievi controllando la regolarità della giustizia ed eventualmente le eventuali irregolarità rilevate per le opportune comunicazioni alla famiglia, ivi comprese le assenze numerose, reiterate in particolari giorni o periodiche. Ciascun docente si adopererà affinché venga sempre rispettato l’art.27 del presente regolamento per una buona tenuta del posto di lavoro da parte degli allievi, senza distinzione alcuna fra aule normali e laboratori, palestra o mensa.
Ciascun docente non consentirà l’uscita di più di un allievo per volta per la fruizione dei servizi e non prima che sia iniziata la terza ora, se non per reali necessità. Ogni eventuale comportamento scorretto o pregiudizievole per l’incolumità degli allievi stessi sarà immediatamente segnalato. Ciascun docente, nell’esercizio dell’obbligo della sorveglianza e vigilanza degli allievi è libero di adottare tutte le misure che ritenga necessarie per la tutela e l’incolumità degli allievi stessi. Ciascun docente, comunque, vigilerà affinché siano rispettate le correnti leggi sul divieto di fumo nei locali scolastici. Ogni docente è tenuto a vigilare oltre che sui propri allievi anche su quelli appartenenti ad altre classi e a segnalare eventuali trasgressioni del regolamento al Responsabile Disciplinare. Alla fine delle lezioni ciascun docente accompagnerà la classe all’uscita vigilando che non accadano incidenti lungo il percorso e adoperandosi perché l’operazione si svolga ordinatamente. Il docente che, per gravi o urgenti motivi o per servizio, dovesse allontanarsi dalla classe è tenuto a chiamare il personale ATA per la sorveglianza in sua assenza.

Art. 4 Oneri dei docenti

Gli obblighi di lavoro del personale docente sono funzionali all’orario del servizio stabilito dal piano delle attività e sono finalizzati allo svolgimento delle attività di insegnamento e di tutte le attività di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione e documentazione necessarie all’efficace svolgimento dei processi formativi. A tal fine gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento in senso proprio e stretto ed in attività funzionali alla prestazione dell’insegnamento. Possono essere altresì previste eventuali attività aggiuntive all’insegnamento. L’attività si svolge per ciascun ordine scolastico secondo le ore stabilite dal CCNL. Ogni docente sarà tenuto a certificare l’orario di servizio, con i mezzi e gli strumenti, anche informatizzati, che il Dirigente Scolastico riterrà opportuni. Ogni docente è tenuto a compilare i registri di sua competenza, anche ai fini dell’implicito controllo di cui al comma precedente, annotando tutte le operazioni inerenti le attività didattiche, l’uso dei laboratori, nonché le eventuali anomalie riscontrate. Ogni docente si atterrà scrupolosamente alla programmazione presentata e concordata nell’ambito del Consiglio di Classe, di interclasse e Intersezione e si adoprerà al raggiungimento degli obiettivi didattici e delle mete formative indicate nel P.O.F. Ogni docente procederà a verifiche periodiche del lavoro svolto in classe in relazione agli obiettivi prefissati attenendosi a quelle che sono le vigenti indicazioni ministeriali.
Ogni docente si adopererà al fine di qualificare l’immagine dell’Istituto, avrà cura di non impartire lezioni private agli allievi della propria scuola e di non accettare doni individuali da parte di allievi e delle loro famiglie (nel rispetto del Codice di Disciplina dei dipendenti civili dello Stato).

 

Art. 5 P.O.F. e deliberazioni degli OO. CC.

Ogni docente

      coopererà al buon andamento dell’Istituto, seguendo le indicazioni dell’Ufficio della    Dirigenza, collaborando alla realizzazione dei deliberati collegiali, adoperandosi per la realizzazione del Progetto Educativo dell’Istituto;

      Elaborerà con i colleghi impegnati nella realizzazione dei progetti;

      si aggiornerà nei termini previsti dal vigente CCNL. La delibera sulla suddivisione dell’anno scolastico deve essere reiterata dal Collegio dei docenti nella sua prima seduta annuale ai sensi dell’art. 7 comma c) del D.leg.vo 297 del 16 aprile 1994.

Art. 6 Rapporti Scuola-Famiglia

I docenti curano i rapporti con i genitori degli allievi delle proprie classi (art.395 del D. Leg.vo 297) secondo le modalità e i criteri disposti dal Collegio dei Docenti e definiti dal Consiglio di Istituto, compatibilmente con le esigenze di funzionamento dell’Istituto ed in modo di garantire la concreta e reale accessibilità al servizio.
I docenti sono tenuti ad avvisare tempestivamente tramite il Coordinatore di classe le famiglie in caso di scarso rendimento e profitto degli allievi, al fine di ricercarne insieme le più opportune soluzioni, mirate ad un recupero anche individualizzato.

TITOLO VI

Personale A.T.A. Servizi Amministrativi e ausiliari

Art. 1 Funzioni amministrative, funzionali ed operative

Il personale con la qualifica di Assistente Amministrativo e Collaboratore Scolastico, nel rispetto dei profili professionali propri e del vigente CCNL, assolve alle funzioni amministrative, contabili, gestionali, operative e di sorveglianza nei tempi e nei modi previsti dalla vigente normativa e dal citato CCNL, in rapporto di collaborazione con il Dirigente Scolastico, con il Direttore dei Servizi e con il personale Docente.
Tutti gli operatori scolastici indossano il cartellino di identificazione ben visibile per la durata del servizio. Sono assicurati spazi ben visibili adibiti all’informazione, ed in particolare sono predisposti:

· orario dei docenti
· orario, funzione e dislocazione del personale ATA
· organigramma degli uffici
· organigramma degli incarichi del personale Docente
· organigramma degli Organi Collegiali
· Albo d’Istituto, Albo dei Docenti, Bacheca sindacale, Bacheca dei genitori

Presso l’ingresso e ad ogni piano sono riconoscibili Operatori scolastici in grado di fornire, con garbo e cortesia, le prime informazioni per la fruizione del servizio erogato.
Il personale di segreteria assicura la tempestività del servizio ed il rispetto della Carta dei Servizi di Istituto, approvata dal Consiglio di istituto e allegata al presente Regolamento.
La Segreteria garantisce il rilascio dei certificati nel normale orario di apertura della Segreteria. L’orario di apertura al pubblico sarà affisso presso ogni plesso scolastico.
Il Dirigente Scolastico riceve il pubblico nelle ore stabilite dalla sua Programmazione.
Il personale Collaboratore Scolastico è impegnato a rendere e conservare l’ambiente scolastico, palestre e laboratori compresi, pulito e accogliente.
Il lavoro straordinario effettuato da parte del personale ATA in misura eccedente sarà recuperato nei modi e nei tempi da concordarsi con il Direttore Amministrativo ed il Dirigente Scolastico, sentiti i rappresentanti sindacali dei lavoratori; saranno, per quanto possibile, accolte le istanze dei lavoratori, purchè compatibili con le necessità legate al dovere di assicurare prioritariamente la funzionalità del servizio.
Il personale Collaboratore Scolastico, inoltre, quale supporto all’attività amministrativa e didattica si adopererà al funzionamento dei fotocopiatori. La suddivisione dei carichi di lavoro del personale Collaboratore Scolastico viene effettuata in maniera equa, a mezzo di ordini di servizio, firmati dal Direttore Amministrativo e/o Dirigente Scolastico.
Ai sensi dell’art. 54 del CCNL del comparto scuola costituiscono attività aggiuntive che danno accesso al fondo di Istituto: attuazione di progetti volti a migliorare il livello di funzionalità amministrativa e dei servizi generali dell’Istituto; prestazioni aggiuntive che si rendono necessarie per fronteggiare esigenze straordinarie; prestazioni conseguenti all’assenza di personale non sostituibili con supplenti. All’individuazione delle attività incentivabili retribuite a carico del fondo provvede il D. S., sentito il parere del D.A. sulla base delle risultanze di apposita assemblea del personale ATA e relativa delibera del Consiglio d’Istituto. Sempre sotto la diretta responsabilità del D.S.G.A il personale ATA della scuola dell’Infanzia, della scuola Elementare e della scuola Media dovrà attenersi al regolamento che prevede la massima collaborazione con i docenti, soprattutto nel momento mensa e inoltre dovrà attenersi alle sue strette competenze.

Art. 2 Disposizioni finali

Il regolamento dell’Istituto ela Cartadei Servizi previsti dalle disposizioni vigenti in materia sono adottati o modificati previa consultazione dei rappresentanti dei genitori e vengono pubblicati all’Albo dell’Istituto, costituiscono parte integrante del POF e di essi con comunicazione circolare viene data notizia alle famiglie. Del presente documento è fornita copia estratta agli studenti all’atto dell’iscrizione.

 CODICE DEONTOLOGICO

Il docente riconosce il proprio alunno come individuo in formazione, di conseguenza è consapevole delle responsabilità che ne derivano, pertanto nel suo lavoro è chiamato a rispondere:

  1. Al bisogno di rispetto e riconoscimento della persona come studente e quindi:

v     Escludere ogni discriminazione per razza,sesso,credo politico  e religioso, provenienza familiare,condizioni sociali,diversa abilità

v     Mettere al centro della professione la persona dello studente,le sue esperienze, le sue esigenze di educazione,prestare attenzione alle componenti emotive ed affettive dell’apprendimento, privilegiare la dimensione dell’ascolto

v     Rispettare il segreto professionale, mantenere riservatezza sulle informazioni che concernono lo studente, non rilevare ad altri fatti o episodi che possano violare la sua sfera privata

v     Curare che nessun allievo venga posto in situazioni di imbarazzo o di difficoltà

v     Promuovere l’autostima dell’allievo e adoperarsi perché raggiunga significativi traguardi di sviluppo in ordine all’identità e all’autonomia

v     Collaborare con altri professionisti,psicologi,medici etc.., per affrontare eventuali situazioni di malessere degli allievi che richiedono l’intervento di diverse competenze professionali

v     Valorizzare il merito

v     Capire le inclinazioni dell’allievo, promuovere la singolarità personale, valorizzare le sue capacità creative e ideative

  1.  Ai bisogni di educazione degli studenti e quindi:

v  Stabilire con gli studenti rapporti fondati sulla reciproca fiducia, sulla lealtà e sul costante rispetto delle regole necessarie per la serenità del lavoro comune

v  Favorire la socializzazione e integrazione dello studente nel gruppo classe e nella collettività

v  Instaurare con gli alunni un dialogo aperto e disponibile a tutte le osservazioni critiche, facendo si che il contesto scolastico sia un “luogo” che si arricchisce di diversi punti di vista, garantisce libertà di espressione,di religione,di convinzioni, attraverso il confronto critico e opera per contribuire a formare opinioni, non ad orientarle

v  Informare gli alunni delle decisioni e delle regole della vita scolastica, far rispettare le regole

v  Trasmettere valori positivi, entusiasmo, fiducia nell’uomo e nella comunità

  1. Alle domande delle famiglie e quindi chiamato a:

v     Riconoscere la famiglia come interlocutore indispensabile della propria attività professionale, considerare il proprio compito professionale in rapporto con la responsabilità educativa dei genitori, collabora con questi sul piano educativo

v     Illustrare ai genitori obiettivi educativi e culturali, illustrare e motivare i risultati, favorire il confronto

v     Favorire una varietà di comunicazioni formali ed informali al fine di sviluppare un clima costruttivo

 L’insegnante è consapevole di operare all’interno di una organizzazione inserita in uno specifico contesto e assieme ad altre figure professionali che perseguono lo stesso scopo di servizio. Pertanto il suo lavoro è chiamato a:

  1. Contribuire ad un efficace lavoro in team e quindi a:

v     Creare un clima di rispetto, di collaborazione e dialogo tra i colleghi che promuova e valorizzi la libertà di insegnamento di ogni docente, la libertà di esprimersi e prendere iniziative

v     Riconosce le competenze dei colleghi, accoglierne i pareri, rispettare il loro lavoro, evitare di rendere pubbliche eventuali divergenze

v     Promuovere la condivisione di scelte nella progettazione didattica ed educativa, sviluppare il coordinamento disciplinare ed interdisciplinare

v     Mettere a disposizione dei colleghi, anche attraverso la raccolta, la sistematizzazione e lo scambio delle esperienze didattiche piu’ significative, sostenere i colleghi in difficoltà, agevolare l’inserimento dei supplenti e dei neo assunti

v     Promuovere e rispettare criteri omogenei di valutazione degli apprendimenti, usare gli strumenti di verifica e valutazione adottati collegialmente

  1. Contribuire al buon funzionamento della scuola e quindi a:

v     Partecipare in modo responsabile e non rituale ai momenti di lavoro collegiale e adempiere alle risoluzioni collegialmente assunte

v     Partecipare all’elaborazione delle regole della propria scuola e si adopera per farle rispettare

v     Fornire all’organizzazione scolastica elementi didattici e di verifica utili a procedure di monitoraggio e valutazione del servizio scolastico.